Sordità Rinogena e Insufflazioni Tubariche

Insufflazioni tubariche

Con il termine “ Sordità rinogena” si definisce un tipo d’ipoacusia che trae origine da alterazioni flogistiche a carico dell’orecchio medio, sempre legate a patologie del distretto naso-faringo-tubarico (flogosi rinosinusali, ostruzioni rinofaringee e ipertrofia adenoidea) che, alterando la pervietà della Tuba di Eustachio, impediscono la normale areazione dell’orecchio medio.

La persistenza nel tempo dell’essudato porta a sclerosi, aderenze cicatriziali e calcificazioni con blocco della catena ossiculare e possibile sordità permanente. Tra le terapie ricordiamo quella farmacologica, le insufflazioni endotimpaniche e la rieducazione tubarica.

Presso il centro si eseguono cicli d’ insufflazioni tubariche con acqua sulfurea ed eventuale aggiunta di farmaci (mucolitici, cortisonici, antibiotici etc). Il gas solfureo viene convogliato direttamente nella tuba di Eustachio e quindi nella cavità timpanica con metodiche diverse (politzer crenoterapico o cateterismo tubarico con catetere di hartmann) a seconda dell’età del paziente e delle caratteristiche anatomiche delle parti interessate.

Vertigini e Riabilitazione Vestibolare

vertigine

Le vertigini o turbe vertiginoso-posturali sono studiate dalla vestibologia, branca della Audiologia, che si avvale dell’utilizzo di test-esami che vengono impiegati dallo specialista direttamente durante la visita medica e che lo aiuteranno nella diagnosi differenziale tra vertigini di origine centrale( Parkinson, emicrania, degenerazioni neuromuscolari ,alterazioni ischemiche cerebro vascolari, neurinomi, etc) o periferica (labirintopatie, canalolitiasi, neurite vestibolare, trauma cranico e frattura dell’osso temporale, ictus labirintico). Se la vertigine è acuta, si procede sempre ad una iniziale terapia farmacologica sintomatica, capace cioè di trattare i sintomi vertigine, nausea e vomito. Fa eccezione la vertigine parossistica posizionale che si presenta caratteristicamente muovendo la testa in una certa posizione, caratterizzata dalla presenza di calcoli all’interno del labirinto, e che viene trattata con manovre dette” liberatorie”, capaci di risolvere la crisi nell’80% dei casi con una o due sedute.

Disfonia e Disfagia

disfonia

Con il termine “disfonia” si indica una alterazione di tipo qualitativo e/o quantitativo della voce. Le cause di disfonia sono molteplici: dalla semplice laringite (forma infiammatoria), a cause più serie, prima fra tutte il cancro della laringe. La Fibrolaringoscopia permette di vedere direttamente la laringe, valutando quindi l’eventuale presenza di alterazioni anatomiche (polipi, cisti, tumori, etc) e/o funzionali (noduli da sforzo, deficit adduttori, paralisi cordali, etc).
Con il termine “disfagia” si indica la difficoltà di deglutizione nel passaggio di alimenti solidi e/o liquidi dalla cavità orale allo stomaco. Le disfagie possono avere un’origine infiammatoria (angine, faringiti), neurologica (stroke, morbo di Parkinson, SLA, sclerosi multipla, etc.) o ostruttiva (stenosi esofagea legata a neoplasie o a malattia da reflusso gastroesofageo o a sclerodermia o a radioterapia). Con la Fibrolaringoscopia l’otorinolaringoiatra valuta il grado di disabilità e la sede di lesione nelle forme neurologiche ed indica la sede di ostruzione nelle forme stenosanti.

Roncopatia

roncopatia

La malattia da russamento riconosce molteplici cause ed è di interesse multidisciplinare. Spetta all’ otorinolaringoiatra escludere la presenza di ostruzione nasale, ipertrofia dell’ugola, della base lingua o del velo, dismorfismi del massiccio facciale o mandibolari. L’inquadramento diagnostico del paziente con roncopatia conclamata prevede l’esecuzione di procedure endoscopiche e radiologiche. La fibroendoscopia con manovra di Muller modificata ( inspirazione forzata a naso e bocca chiusi ) permette una analisi morfologica delle cavità nasali, della regione retropalatale e dell’area ipofaringea mediante l’osservazione dei movimenti di collasso delle pareti faringee. Nei casi più gravi si possono verificare apnee del sonno (OSAS) che possono avere ripercussioni sull’apparato cardio-circolatorio. In questi casi la polisonnografia come metodica di studio del sonno riveste un ruolo chiave. Nei pazienti obesi il dimagrimento può risolvere in parte il problema, in altri casi occorre intervenire con la correzione chirurgica delle cause di ostruzione delle vie aeree superiori ( turbinotomia, settoplastica, uvulopalatoplastica ).

Sordita’ nell’ Adulto

La sordità rappresenta una delle cause di disabilità dell’adulto, causando deficit comunicativi e progressivo isolamento. Le cause più frequenti di ipoacusia dell’adulto sono: l’otosclerosi, la timpanosclerosi, la presbiacusia (sordità dell’anziano), l’ipoacusia da rumore, la sordità rinogena, le ipoacusie progressive genetiche, la Sindrome di Meniére. Tra le possibili cause anche i neurinomi dell’acustico, la cui prognosi è oggi molto favorevole, se vengono identificati e trattati precocemente. La terapia medica è efficace nelle sordità improvvise, nella Sindrome di Meniére e nelle flogosi dell’orecchio esterno e medio. La terapia chirurgica viene praticata nelle ipoacusie trasmissive, come l’otosclerosi, mentre la protesizzazione acustica interessa tutte le disfunzioni uditive non suscettibili di altre terapie come ad esempio tutte le ipoacusie percettive. Tra gli esami che si svolgono presso il centro per giungere ad una accurata diagnosi ed indicazione terapeutica ricordiamo: l’audiometria tonale e vocale, impedenzometria, la valutazione protesica, l’acufenometria, etc.

Sordita’ Infantile

sordità infantile

La sordità infantile può essere classificata in base all’epoca di insorgenza, in congenita o acquisita. Si distinguono inoltre: forme trasmissive, quando la lesione è localizzata a livello dell’orecchio esterno o medio e neurosensoriali, quando la lesione è a livello dell’orecchio interno o del nervo acustico. Dato che nel nostro Paese ogni anno nascono circa 2000 bambini affetti da sordità, è ormai ampiamente in uso, nei principali centri di ostetricia e ginecologia, il protocollo di screening audiologico neonatale, mediante le emissioni otoacustiche, che fornisce importanti elementi di esclusione delle principali condizioni di ipoacusia congenita. Tuttavia qualora si sviluppi in seguito intorno ai tre anni, il sospetto che il bambino presenti un problema uditivo, o ritardo nello sviluppo del linguaggio, sarà fondamentale la collaborazione tra otorinolaringoiatra e audiologo-foniatra per l’indicazione del corretto iter terapeutico-riabilitativo.

Perdita dell’ Olfatto (Anosmia)

iposmia o anosmia

La diminuzione o l’assenza dell’olfatto viene definita iposmia o anosmia. Le cause che possono produrre questo sintomo sono molteplici: cause ostruttive (poliposi, deviazione del setto, etc) e cause neurosensoriali in cui c’è un danno delle cellule olfattive o delle strutture nervose dietro ad esse (nervo olfattivo o area cerebrale olfattiva). Le cellule nervose dell’olfatto hanno capacità di riprodursi; questo si traduce nella possibilità che anche un danno neurosensoriale possa teoricamente ripararsi se si esegue una diagnosi tempestiva e si interviene precocemente con terapie idonee. Lo studio della funzione olfattiva viene generalmente effettuato con test olfattometrico, dopo un’accurata valutazione endoscopica nasale. Al paziente vengono atte odorare alcune sostanze che hanno capacità di stimolare i sensori olfattivi in maniera specifica o associata ad altre sensazioni (esempio irritativa). Presso il nostro ambulatorio viene eseguito il Brief Smell Identification Test (BSIT) ritenuto il più affidabile rispetto alle nostre abitudini europee.

Rinite Allergica

La rinite allergica è una malattia respiratoria molto comune. L’ostruzione , lo “ sgocciolamento”, , il prurito intra nasale e gli starnuti sono i sintomi più comuni; spesso accompagnati da mal di testa, riduzione dell’olfatto e sintomi oculario (eccessiva lacrimazione, prurito e arrossamento degli occhi). I sintomi sono di solito, scatenati dagli allergeni che possono essere outdoor come i pollini, oppure indoor come gli acari della polvere che sono presenti negli edifici caldi ed umidi in tutto l’anno. Aggravanti possono essere l’aria fredda, il fumo di tabacco o i profumi. Il prick test serve per svelare eventuali allergie (ad alimenti o ad inalanti) e in particolare per dimostrare a presenza di IgE specifiche per l’allergene testato. I pazienti affetti da rinite, asma, congiuntivite, dermatite atopica possono effettuare le prove allergiche per svelare la causa della loro malattia, applicare norme di prevenzione e attuare la terapia più adatta.

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